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Il parco eolico non necessita di un piano di lottazione

diritto ambiente
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lunedì, 3 settembre 2012

Il Tribunale di Potenza dispone il dissequestro dei cantieri

Il Pm ha chiesto al Gip la convalida del provvedimento di sequestro, adottato d’urgenza dalla Pg, dei cantieri relativi ad alcuni aerogeneratori con potenza prossima a 1 MW, da realizzarsi in un’unica area, da parte di diverse società tra loro collegate, aventi ciascuna ottenuto una autonoma DIA.

A sostegno dell’ipotesi accusatoria si sostiene la sussistenza di una artificiosa attività edificatoria complessiva, attuata mediante il conseguimento di titoli abilitativi per le singole opere edilizie che concorrono a realizzarle Tale sarebbe stata l’attività di realizzazione diversi impianti eolici da parte di distinte società, mediante una asseritamente artificiosa separazione di soggetti proponenti, di impianti e delle correlate dichiarazioni di inizio attività. In tal modo sarebbe stato eluso l’obbligo di presentare una istanza di autorizzazione unica per il complesso delle opere programmate, anche per effetto della connessa lottizzazione.

Di qui l’accusa di lottizzazione abusiva e il sequestro dei cantieri.

Il Gip ha condiviso l’impostazione accusatoria.

Contro il provvedimento il nostro studio, in persona dell’Avv. Paolo Corti, ha proposto riesame unitamente al prof. Paolo Dell’Anno.

La difesa si è articolata come di seguito riassunto.

La rilevanza strategica nazionale della produzione di energia elettrica, e l’obbligo comunitario di assicurare una rilevante quota parte di tale produzione alle fonti rinnovabili di energia, giustifica la preminenza che viene riconosciuta agli interessi energetici ed ambientali rispetto a quelli più strettamente urbanistici (recte, di assetto del territorio) consentendo la variazione imperativa degli strumenti urbanistici vigenti (ove necessario) e la sostituzione/assorbimento degli atti di consenso edilizio all’interno del provvedimento di autorizzazione unica delineato dall’art. 12.

La normativa statale, come si è accennato, contempla anche una fattispecie alternativa all’autorizzazione unica energetica, riconoscendo la legittimità dell’utilizzo di una diverso procedimento a efficacia permissiva, la DIA, alla quale la legge attribuisce i medesimi effetti dell’autorizzazione unica. La natura di quest’ultimo istituto è quella di atto permissivo in materia energetica (ma con le conseguenze unitarie sopra accennate), mentre la DIA opera di norma nel campo strettamente edilizio. Tuttavia, nella fattispecie il legislatore ha ampliato la funzione della DIA, attribuendo ad essa una duplice efficacia – edilizia ed energetica – in ragione della modesta entità dell’opera da consentire e della finalità di semplificazione e di promozione dei procedimenti che usufruiscono delle fonti rinnovabili di energia.

Ne consegue che la DIA sostituisce ad ogni effetto la procedura ordinaria dell’autorizzazione unica – ricorrendone i presupposti fattuali e giuridici – e dunque svolge non solo la funzione di legittimare la costruzione e l’esercizio dell’impianto elettrico che utilizza l’energia eolica, ma espressamente soddisfa anche le esigenze di governo del territorio, che di norma sono garantite dai procedimenti edilizi, dei quali fa parte integrante proprio la DIA.

In siffatta prospettiva non vi è alcuno spazio fattuale e nessuna ragione giuridica per pretendere l’adozione di un piano di lottizzazione, i cui adempimenti attuativi si sono realizzati con le DIA già consolidate.

Inoltre si è rilevata inutilità di opere di urbanizzazione, sia nella fase di costruzione, sia in quelle di esercizio e di dismissione degli impianti, fatta eccezione per gli accessi ai lotti, realizzati in terra, che interessano la sola fase di costruzione, essendone prevista la rimozione ed il ripristino del verde non appena ultimati i lavori. Con conseguente impossibilità di configurare il reato contestato.

Il Tribunale del riesame ha accolto i rilievi difensivi, condividendone di fatto la linea e riconoscendo al titolo autorizzatorio costituito da DIA valenza sia sul piano ambientale che urbanistico. Ad abundiantiam ha rilevato come  l’installazione di aerogeneratori non comporti in ogni caso trasformazioni urbanistiche rilevanti ai fini dell’adozione di un provvedimento lottizzatorio.