Pagina attuale: Home >  Etilometro: il risultato della prova deve essere valutato alla stregua delle teorie scientifiche comunemente accettate

Etilometro: il risultato della prova deve essere valutato alla stregua delle teorie scientifiche comunemente accettate

(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, 18 febbraio / 3 giugno 2014, n. 22962)

La notizia in prima pagina sul quotidiano "Corriere dell'Alto Adige"
La notizia in prima pagina sul quotidiano "Corriere dell'Alto Adige"
La notizia della sentenza comparsa sul quotidiano "Corriere dell'Alto Adige"
La notizia della sentenza comparsa sul quotidiano "Corriere dell'Alto Adige"

Il caso

L'imputato veniva tratto a giudizio per rispondere di guida in stato d’ebbrezza, poiché il risultato della prova alcoolimetrica, cui il medesimo era stato sottoposto, aveva dato esito positivo.
Il nostro studio, in persona dell'Avv. Christian Dorigatti, aveva provato, attraverso una consulenza tecnica, come l’imputato fosse affetto da diabete mellito (insulino-dipendente del 1. tipo) e come detta patologia, attraverso la liberazione di corpi chetonici attraverso il respiro (tra cui l’alcol isopropilico derivato dall'acetone), fosse in grado di far rilevare un livello di alcool più elevato rispetto a quello effettivamente ingerito proprio a causa del particolare metabolismo delle persone affette dalla patologia indicata: l’effetto confondente determinato dalla patologia diabetica avrebbe imposto di ridurre il risultato dell’etilometro di un buon 30%. A supporto di tale tesi aveva anche citato dell’accreditata dottrina scientifica, ripresa da alcuni tribunali italiani, che arrivava ad affermare un’alterazione ancora più consistente del test etilometrico, i cui risultati andrebbero ridotti non del 30%, bensì addirittura di un 50-70% (v. Trib. Gorizia, 25 febbraio 2011; Trib. Venezia, Sez. Dist. San Donà di Piave, 25 gennaio 2011).
I giudici di primo e secondo grado non avevano dato alcun peso alla prospettata tesi difensiva, avendo ritenuto da un lato opinabile la tesi scientifica sostenuta dalla difesa, dall'altro decisivi gli elementi sintomatici manifestati dall'imputato secondo la descrizione fattane dalle Forze dell’Ordine, vale a dire l’alito alcolico e gli occhi arrossati.
Ricorsa per cassazione la sentenza per violazione di legge con riferimento alle regole di valutazione della prova e vizio motivazionale proprio in relazione al profilo inerente la natura di prova scientifica dell’etilometro e, quindi, dei saperi necessari ad interpretarne i risultati, il difensore dell’imputato ha ottenuto la pronuncia in commento, con cui è stata annullata la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Trento, Sezione distaccata di Bolzano.

Prova scientifica

La Suprema Corte torna sul complesso tema del rapporto tra scienza e diritto per ribadire quali caratteristiche debba avere la prova scientifica e quali debbano essere le regole per considerarne i risultati semplice opinione di un esperto piuttosto che frutto di regole scientifiche accettate ed incontrastabili: nel primo caso l’opinione è manifestazione di un convincimento proprio e non universalmente riconosciuto, nel secondo invece ci si troverebbe innanzi ad un risultato ottenuto e prodotto dalla rigida e corretta applicazione di principi validati e considerati postulati dalla comunità scientifica.
La pronuncia si preoccupa proprio di orientare la scelta del Giudice nell'individuazione della “good science”, invitandolo ad un attento ed approfondito esame in tema di conoscenza dell’opinione diffusa nella comunità scientifica di riferimento, dell’autorità scientifica dell’esperto incaricato dal giudice di “tradurre” i saperi scientifici a benefico del giudice stesso e – fondamentale – a tradurli, previa loro metabolizzazione, in una spiegazione degli eventi che deve necessariamente essere connotata da tre requisiti fondamentali. Essa deve essere: comprensibile da chiunque, conforme a ragione ed umanamente plausibile.


Leggi il documento ufficiale della sentenza